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La Cattedrale

di Santo Stefano

 

Santo Stefano

[ www.bigfoto.com ]

 

La Cattedrale di Santo Stefano è una grandiosa costruzione in stile romanico e gotico nella Stephansplatz. La facciata è arricchita dalle due torri dei Pagani (66 metri). A destra svetta l’elegante campanile (137 m.) detto “Steffl” (Stefanino) su cui si può salire. A sinistra doveva avere un gemello che è però rimasto incompiuto ed ospita il campanone detto “Pummerin”. Splendido il tetto spiovente interamente rivestito da tegole di maiolica con lo stemma imperiale.

 

Grandioso interno a tre navate con colonne ornate da grandi statue. A sinistra della porta principale è da vedere la cappella Trina con il sepolcro del principe Eugenio di Savoia e nella navata centrale si trova il pulpito del 1515, l’opera più significativa della cattedrale, e la Madonna della servitù. In fondo a destra risalta l’imponenza della tomba in marmo rosso dell’imperatore Federico III del 1493. Al centro l’altare maggiore in marmo nero e nell’abside artistiche vetrate gotiche. Degno di nota il trittico del 1447 posto sull’altare di sinistra che si chiama “Wiener Neustadt”.

 

Sotto il duomo ci sono le catacombe dove sono conservate, in urne di rame, le viscere degli imperatori (i corpi imbalsamati riposano invece nella Cripta dei Cappuccini ed i cuori nella cripta della chiesa degli Agostiniani).

Nei pressi di S. Stefano si segnalano alcune curiosità:

- Sotto la piazza la cripta-cappella di San Virgilio del XIV secolo.


- All’angolo tra il Graben e la Kärntner Str. la casa con un ceppo di legno ricoperto di chiodi, risalente al ‘500: la leggenda vuole che ogni apprendista fabbro giunto a Vienna conficcasse un chiodo in quel tronco.


- Nella Domgasse 5 l’unico appartamento tra i tanti abitati a Vienna a Mozart e rimasto in piedi sino ad oggi. Qui abitò dal 1784 al 1787 e compose l’opera “Le nozze di Figaro”. Dopo un lungo restauro, tutto l’edificio ospita a partire dal 27 gennaio 2006 un grande museo, la Mozarthaus, una tappa obbligata per tutti i fans del musicista.


- Nella Rauhensteingasse 8 il grande genio della musica ebbe la sua ultima dimora e qui morì nel 1791 (la casa non esiste più ed oggi al suo posto c’è il grande magazzino Steffl).


- Si segnala anche l’antico ed interessante quartiere della “Blutgasse” sulla omonima via che si trova proprio alle spalle del Duomo. Il suo nome deriva dalla leggenda dei Templari che qui furono trucidati tanto da riempire di sangue il piccolo vicolo. Ora si trovano atelier d’artisti e si notano le “Durchhäuser”, così denominate per i loro cortili comunicanti con passaggi che portano nelle vie retrostanti.